Sbragati verso Bozburun
Un altro caicco
Il porto di Bozburun
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Ieri
Domani
Svegliarsi alla mattina e sedersi per la colazione a un tavolo con 14 persone già abbuffanti e chiaccheranti
è per me un'esperienza troppo forte.
Vorresti il silenzio, stare immobile davanti alla tua tazza di Nescafè, come nella apposita pubblicità aspettando
di fotografare gli uccelli; invece no: passami lo yogourt, c'è ne è ancora di marmellata, possibile che da questa parte
del tavolo non arrivi mai niente.
Se Enrico ha capito che con noi non può fare più di tanto il simpatico, Laura sta ascendendo la classifica negativa: urla sempre e oggi si è impuntata sul fatto che gli enti pubblici non possono essere gestiti come aziende,
perchè non possono fare profitto, citando fonti di diritto e quant'altro.
Non è stato il contenuto (tra l'altro, mai sentito parlare di aziende no-profit?) quanto il modo di voler imporre il proprio punto di vista.
Stamattina abbiamo assistito anche a un'altra scenata assurda da parte di Marina in merito al tessuto dei costumi
da bagno. A parte che non ci interessa che direttamente il signor Dolce e il signor Gabbana ti regalino i costumi,
c'è bisogno di alzare la voce per del poliamide?
Antonio è senza dubbio il migliore, che ha cominciato a farle il verso.
Ma torniamo al nostro tour...
Abbiamo navigato dalle 7 alle 9 e siamo arrivati presto nella Baia di Sorge. Antonio si è procurato un sacchetto
di ricci di mare, che poi si sono mangiati a pranzo, Tony la corazza di un carapace e io qualche resto
di anfora, che però ho lasciato lì: a parte che è vietato, ce ne sono talmente tanti che ho il serio dubbio che siano
originali...
Dopo pranzo Enrico si è lasciato andare a un'allegra descrizione del sistema di scarico dei bagni del caicco,
dicendo che sono tutti collegati e che a volte si trova il "prodotto" del suo amico Matteo. Fenomenale il commento di Tony:
"E' nel bisogno che si riconosce l'amico". Che cagata.
Nel pomeriggio ci siamo fermati di nuovo in una baia verso Marmaris (il capitano mi ha solo indicato un punto sulla carta
nautica, senza alcun particolare), dove abbiamo passato il pomeriggio in completa nullafacenza...
Con Betta sono andato a nuoto su un isolotto, camminando tra un ulivo e qualche cacca di pecora, da dove si poteva godere
di una fantastica vista sulla baia.
Certo non siamo tanto abituati a stare svaccati tutto il giorno, fare due/tre bagnetti, leggere un libro... Tendiamo
quasi ad annoiarci, ma basta pensare a cosa succederà quando tutto ciò sarà finito e tutto passa...
Mentre riprendevo Tony che cercava di cucinare la frittata di spaghetti SCAMMARA (senza uova), siamo entrati nel
porto di Marmaris.
Purtroppo la frittata non è venuta come Tony sperava, ma Marmaris è tutto sommato piacevole. Le guide la descrivono
come una Rimini, rumorosa quanto Bodrum, ma per fortuna abbiamo attraccato di fronte a un ristorante...
Il paese offre ristoranti, negozietti, disco e abbiamo visto un sacco di giovani inglesi, olandesi, turchi...
insomma: un posto da balotta!
Titubanti sull'acquisto del "classico" Occhio di Maometto per addobbare le nostre case (è un simbolo costituito
da alcuni cerchi concentrici, dal blu, al bianco al turchese), abbiamo invece chiesto ad Erkan se conosceva un hammam affidabile. Sì ma... questa sera chiudeva presto!! Dovremo rimandare!!
Dopo cena abbiamo quindi deciso di darci ai vizi: ci siamo sparati birra, caffè turco, Black Russian e... Narghilè
alla mela (soprassediamo sul succo di frutta di Marzia!)
Il sapore delicato e dolciastro, gustato a piccole e frequenti boccate, ci ha piacevolmente rilassati, semi-sdraiati
sui divanetti. Talmente tanto che Marzia e Betta si sono portate a casa "a braccio", mentre io e Dade siamo rimasti
a discutere sui massimi sistemi, rinvigorendo la brace del narghilè ogni tanto.
30 milioni per una piacevole serata tra amici.
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