Sbragati verso Bozburun
Un altro caicco
Il porto di Bozburun
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Ieri
Domani
Stamattina a colazione mi sono seduto a un estremo del tavolo, apposta per vedere cosa succedeva.
Laura si è seduta di nuovo al mio fianco, ma stavolta verso il centro del tavolo.
La prima cosa che ha detto ha seriamente messo alla prova il sistema nervoso di Dade, richiamando la sua
attenzione con un incredibile: "Ehi tu, con quel pullover di angora", indicando il suo petto.
Dade, invece di risponderle con un "Ehi tu, quanto spendi ogni anno di iscrizione al club Salvate le balene?",
ha resistito. L'avrei butatta a mare io, se solo non fosse il suo elemento naturale.
La seconda volta che ha aperto bocca è stato quando tutti le chiedevano di passare le cose, così come gli altri giorni faceva, lamentandosi, con noi. Ha detto: "Mi viene mal di testa a forza di passare le cose".
Stavolta mi sono trattenuto io dal dire, come nella barzelletta del neonato che batte il dito in fronte al neopapà:
"Dà fastidio, eh?".
Quando, a pranzo, ha cominciato a lamentarsi del fatto che Erkan portava l'acqua solo dopo aver portato il cibo,
le ho ricordato che può prendersela da sola e segnarla sul registro. Vediamo se domani lo capisce...
Oggi con il caicco ci siamo spostati solo una volta, insediandoci fino a notte a Ekincik.
La baia è bellissima, circondata da alberi verdi che riflettendosi rendono l'acqua color smeraldo.
Il gioco di oggi è stato tradurre i titoli del giornale turco . Inutile dire che è un macello e che qualsiasi parola
impareremo ce la scorderemo venti minuti dopo. Ma è divertente!
Anche Alim e Erkan si divertono a imparare l'italiano... un vero scambio culturale!!
Oggi pomeriggio abbiamo fatto quella che finalmente possiamo definire una vera e propria escursione.
Costava 25 euro a persona, ma Tony in ginocchio è riuscito a scendere a 20... Eh, l'indole napoletana!!
Enrico e Lorenza hanno invece preferito stare sulla barca e ovviamente li abbiamo presi in giro perchè asociali...
Alle 15 è venuta a prenderci una barchetta che, dopo un'ora di navigazione, ci ha portato all'altezza dell'Isola delle Tartarughe. Purtroppo però le tartarughe si fanno vedere solo di notte... Sarà perchè di giorno la spiaggia è piena
di ombrelloni??
La cosa particolare è che da lì abbiamo cominciato a risalire il Fiume Dalyan, in mezzo a un curioso paesaggio di
canne gialle che contrastavano il verde dell'acqua.
La sensazione è simile a quella che si prova navigando il delta del Po o il Mincio, nel mantovano. Qui non abbiamo visto
la stessa quantità di uccelli (sarà per l'alto numero di barchette come la nostra?), ma il paesaggio è arricchito
dalle Tombe Licie, del IV secolo a.C., scolpite direttamente nella parete di roccia.
Molto affascinanti, peccato non si potessero visitare a piedi da più vicino; d'altra parte, forse così si conservano meglio...
Proseguendo il tragitto, siamo giunti ("giunto"? ma come parlo?) in un posto mitico, frequentato anche da Sting e da
Hoffman: abbiamo fatto i FANGHI TERMALI!!
Non li avevamo mai fatti e qui... ce n'era una piscina piena! La sensazione è stranissima, nella piscina si galleggia tantissimo! Sembrava il video di "Girls on film" dei Duran Duran, ma se questa citazione non vi da nulla potete sempre
pensare ai maiali in un porcile...
Fermi immobili, col fango seccato addosso, sembravamo veramente delle statue di pietra. Gli occhi tiravano ad ogni espressione, la pelle evidenziava ogni singola pieghetta! La sensazione è stata molto piacevole, considerato anche il getto
d'acqua ad alta pressione per scrostare il tutto. Purtroppo non ho fatto in tempo ad immergermi nella vasca a 38°, ma da quanto mi ha detto Dade non perso un granchè.
Tappa successiva: il teatro di Kaunos, cioè le sue rovine, dopo una passeggiata sotto il sole di 40 minuti con le cicale. Le due romane, stanche delle rovine della loro città, hanno preferito stare sulla barca. Mah!
Alle otto e mezza, tornando al caicco, abbiamo assistito al tramonto più bello, con l'acqua violetta, il cielo rosa.
Mi ha ricordato quello che abbiamo visto da Chiloè a Puerto Montt, in Cile.
Dopo cena ci siamo resi conto di quanto fosse bello non essere in porto: l'unica luce veniva da un barcone di ricconi
che avevano a fianco e il cielo era bellissimo. C'erano talmente tante stelle, come dice Marzia, da non sapere individuare neanche le poche stelle che conosciamo!
Le stelle cadenti erano parecchie, una ogni 2-3 minuti! La temperatura, con un paio di coperte, era ideale per un pisolino e... ci siamo addormentati! Alle 00.40 Marzia è andata in cabina ma io, Betta e Dade ci siamo svegliati quando Alim ha acceso il motore del caicco per ripartire: era l'aurora!!
Il colore dell'acqua, rosa misto all'azzurro-viola, era molto simile al tramonto e dopo qualche minuto il sole ha fatto capolino da una collinetta. Bellissima esperienza.
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Domani
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