Sbragati verso Bozburun
Un altro caicco
Il porto di Bozburun
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Ieri
Domani
La notte è effettivamente stata dura, dormendo col sonno leggerissimo e svegliandosi ad ogni rumore...
Ma dai, siamo sopravvissuti, anche se ci siamo svegliati all'alba per abbandonare la bettola al più presto possibile.
Nella mattinata, strada facendo, ci siamo resi conto che sarebbe stato meglio non virare verso est, bensì puntare verso Aphrodisias, vicino a Denizli.
In un paesino sulla strada ci siamo fermati per comprare un po' d'acqua, di pane e... un rullino fotografico per Marzia.
Siamo arrivati a destinazione verso le 12.30, dopo aver percorso delle strade tra paesini dispersi e una vegetazione spesso non troppo generosa.
A un certo punto, in lontananza, ho visto qualcosa in mezzo alla carreggiata: era una tartaruga enorme che stava attraversando la strada!
In lontananza, un camion stava sopraggiungendo...
Con abile mossa, ho fermato l'Albea e tratto in salvo il carapace... ERA PESANTISSIMO!
Dopo aver cantato la canzone della tartaruga e ripreso con la telecamera l'evento, siamo ripartiti. SAVE THE TURTLES!
Come dicevo, dopo altri avvistamenti di questo tipo, siamo arrivati ad Aphrodisias, dove c'è un sito archeologico tenuto benissimo a causa del fatto, anzi grazie al fatto, che era stato sommerso dal fango.
Dopo qualche tentennamento abbiamo deciso, essendo ormai l'una, di fermarci a mangiare in un fresco ristorante consigliato dalla Routard dove, oltre mangiare, Marzia ha potuto giocare con un cagnolino simpaticissimo.
Ho preferito evitare di scrivere tutti i nomi delle cose che mangiamo, perchè non è così facile. Diciamo che oggi abbiamo mangiato delle sorte di pizze, lunghe e strette e una serie di antipasti misti.
Così rifocillati, abbiamo visitato il sito di Aphrodisias, in 4-5 ore.
La prima cosa che abbiamo visto è stato il propileo, una sorta di grande porta tutta decorata di marmi bianchi, in mezzo all'erba verde e sotto un cielo azzurro variabile.
E' qui che Marzia si è accorta di essere stata gabbata: ha deciso di cambiare il rullino, ha aperto la scatolina che aveva appena comprato e dentro al cilindretto nero... completamente vuoto!!
Se un decimo degli accidenti di Dade sono andati a segno, ora nel mezzo della Turchia c'è un fotografo che non se la passa benissimo.
Marzia invece, eterna ottimista, ha pensato che magari si era sbagliato, dando la confezione che di solito usano come "campione"... Ma poi ha cambiato idea!!
Lo stadio, lungo più di 200 metri e in ottima conservazione mi è piaciuto tantissimo, così come il Tempio di Afrodite e l'Odeon.
In quell'occasione, tra l'altro, un espansivo turista turco con la famiglia ha insistito per fare una foto di gruppo con loro e... spedircela via mail! Nascerà un'amicizia epistolare??
Un quasi-improvviso temporale ci ha costretto a ripararci dentro al Museo e poi a prendere un Nescafè.
Poichè continuava a piovere, ma volevamo continuare la nostra visita, siamo andati a prendere gli impermeabili, Marzia ha stupito tutti con un splendido scafandro fatto con un sacco dell'immondizia! Brutto da vedere ma... funzionale!!
Sotto la pioggia, non più così insistente per la verità, abbiamo così ammirato il bellissimo teatro e tutto il resto.
Una cosa impressionante è la facilità con la quale si trovano reperti: anche solo passeggiando, Dade ha trovato un frammento di un piatto colorato... che dava l'impressione di essere autentico!
Erano circa le 17 quando abbiamo acceso il motore di nuovo, in direzione Denizli.
Dopo aver sbagliato strada, verso le sette, ci siamo trovati in uno stradone, nel pieno del traffico "di rientro" lavorativo di una grande città; un po' come se fossimo a Milano, solo che qui i gas di scarico dei camion e dei trattori sono ancora più puzzolenti!
A Denizli ci eravamo ripromessi di cercare una tale Denizli Pansyion, segnalata dalla Routard.
cito la descrizione, perchè merita: "La pensioncina, situata a 1,5 km dalla stazione dei pullman, è gestita da un omino vivace e gentilissimo. Se gli telefonate, anche a tarda ora, verrà a prendervi con un'automobile".
Abbiamo cercato la stazione dei pullman, ma senza una cartina stavamo per impazzire, stanchi come eravamo.
Dade ha avuto la brillante idea di provare a telefonare alla pesione: che culo! Non solo parlavano inglese, ma c'era posto e... ci è venuto a prendere!!
L'omino, che si chiama Alì Babà (forse per non impazzire col nome vero?), non solo ci ha mostrato le camere. Poichè stasera sua moglie non aveva cucinato per più persone, non prevedendo ospiti, Alì si è sentito in dovere di venire con noi a cena, pur avendo già cenato!
Kebap e pizza anche stasera, ma in un posto che non avremmo mai trovato in una città poco turistica come Denizli.
La serata si è conclusa davanti alle foto della famiglia di Alì che tosa le pecore, tingono e preparano la lana per i tappeti, che suo figlio vende al mercato di Marmaris...
Mi sa che domattina ci toccherà la visitina nel negozietto di fronte alla pensione!!
Ieri
Domani
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