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Turchia 2004
Selçuk, 18 agosto 2004




















































Le ciabatte di Marzia
Le ciabatte di Marzia







Pamukkale: le vasche vuote
Pamukkale:
le vasche vuote







Pamukkale: la meraviglia che fu
Pamukkale:
la meraviglia che fu






















Il castello di Selçuk
Il castello di Selçuk
La terrazza della Amazon Pansyon
La Amazon Pansyon
Le cicogne di Selçuk
Le cicogne di Selçuk
























Un antico hammam da fuori
Un antico hammam


Ieri Domani

Stamattina, alle 5, il primo risveglio è stato molto suggestivo.
E' tutta la vacanza che Dade dice di essere innamorato dei minareti, così lo abbiamo messo alla prova con la pensione Denizli, che ne ha uno proprio a fianco. Poichè la nostra camera era sopraelevata, la voce del muezzin mi ha svegliato di soprassalto.
A parte questo, l'effetto è stato molto suggestivo...

Dopo l'ennesima colazione a base di cetrioli, pomodori e olive, Ali Babà come previsto ci aspettava al varco del suo "show-room". Gli abbiamo pagato la camera, lui ha strisciato le banconote per terra e poi se le è sventagliate sulle guance.
Lo abbiamo guardato straniti e lui ci ha spiegato che è un modo per augurarsi che i soldi crescano...
...e in effetti non ci aveva visto malissimo!

Ha cominciato a mostrarci tutti i tappeti: grandi, piccoli e medi, ma in modo in realtà non troppo sfrontato per vendere. Questo suo modo, pur non avendo intenzione di comprare tappeti, gli ha permesso di incuriosirci quando ha tirato fuori alcuni cuscinoni colorati.
Betta si è innamorata di uno di questi, quindi è partita, stancamente, la negoziazione. Proponeva 50 euro, gli ho controproposto 30, soprattutto perchè nel retro del cuscino c'erano due antiestetici rattoppi che gli toglievano valore. Di fronte al rifiuto di Alì Babà, Betta si è dichiarata pronta a rompere il proprio salvadanaio, se necessario.
Betta da una parte, Alì Babà dall'altra, un obiettivo di 40 euro in mente, non così facile da raggiungere. Chissà se da qualche parte c'erano pure i quaranta ladroni.
Il tempo passava, Pamukkale ci aspettava e mi sono buttato sul fatto che anche gli altri sacchi, perfetti, costavano 50 euro e non vedevo perchè avrei dovuto pagarlo altrettanto. Alì Babà ha accettato di buon grado la mia argomentazione, ed è sceso a 45 euro.
Ero in realtà abbastanza contento del mio atout, e non sono stato abbastanza reattivo da proporre subito 40, così ho perso l'occasione di dare maggior valore al difetto del cuscino. Tutto sommato non ero quindi molto soddisfatto, ma a quel punto non avevo altre cose da proporre; per quello, quando abbiamo pagato 45 euro e Betta era contenta, io ero un po' pensieroso... Volevo migliorare le mie tecniche di negoziazione!!
Sì, perchè secondo me questa gente è abituata a trattare, in fondo è piacevole, e subire passivamente il primo prezzo non ci fa onore...
Ora speriamo ci sia in casa abbastanza spazio! Una vigorosa stretta di mano, un rametto di basilico in omaggio e... via!
Se mai un giorno scriveremo una guida sulla Turchia, ci ricorderemo di questo curioso personaggio.

Pamukkale è a pochi chilometri da Denizli, quindi il viaggio è stato breve. Prima però abbiamo dovuto fermarci in un mega centro commerciale per questioni tecniche: il pieno e le gomme dell'Albea, la colla per le suole di Marzia (non hanno retto allo shock di Saklikent!), una cartina flash per la digitale di Dade (che ha montato direttamente assieme al commesso per evitare altri inconvenienti), qualche altro ettolitro di acqua di rose...
Io e Betta ci siamo invece sbizzarriti al bancone degli alimentari, procacciandoci il pranzo senza avere la più pallida idea dei sapori che avrebbero potuto avere le cose che compravamo. Una cosa particolare dei supermercati turchi è il reparto spezie... non ne ho riconosciuta una!!

Abbiamo parcheggiato ai piedi della bianca roccia di Pamukkale che erano circa le 11 e il sole picchiava talmente tanto da rendere la visita inaffrontabile per chi non avesse avuto un buon paio di occhiali (in realtà abbiamo visto una turca pesantemente vestita, senza occhiali da sole, con un bambino sulle spalle, ma non fa testo...).
L'erosione ha creato delle vasche naturali in cui l'acqua, turchese, scorre dolcemente. Il contrasto bianco-azzurro e la forma semicircolare delle "vasche", addossate l'una sopra l'altra, rendono in effetti unico Pamukkale.
Tuttavia, della magnificenza di questo posto, purtroppo è rimasto solo un pallido ricordo.
Oggi solo una piccolissima parte di questo splendore è ancora bagnato dall'acqua; la cosa che fa più arrabbiare è che pare che la colpa sia proprio degli alberghi sottostanti, che lo hanno letteralmente prosciugato, a proprio profitto, non capendo (o non volendo capire) che in questo modo stanno rovinando e distruggendo il motivo per cui migliaia di persone vengono qui tutti i giorni.

Un po' nauseati da questo scempio, abbiamo preferito non metterci in coda allo stabilimento termale, nonostante all'interno fosse possibile nuotare in mezzo a colonne doriche e altre rovine come tanto avevamo sperato di fare in questa vacanza.
Durante la ridiscesa, dove sono state create artificialmente alcune vasche balneabili, ci siamo rinfrescati un po' dall'arsura sotto una doccia naturale.
Insomma, a posteriori, non è facile esprimere un giudizio su Pamukkale: è indubbiamente bellissima da vedere, ma sentirsi parte di una bolgia indirettamente (o direttamente) distruttrice è altrettanto spiacevole. Il massimo che mi viene da fare è di consigliare la visita dall'alto...

Il sole e la luce ci hanno annientati; ripartendo con l'auto in direzione Efeso, dopo pochi minuti ci siamo fermati in una stradina laterale per consumare, all'ombra, il nostro pranzo al sacco. Abbiamo mangiato anche quattro pesche, lavandole sommariamente con un po' d'acqua. Certo qualche giorno fa eravamo più "terrorizzati" dell'acqua e della frutta non cotta.
Mi viene in mente il pranzetto che abbiamo fatto prima di affrontare Saklikent: alla fine, col caffè turco, ci hanno portato quattro bicchieri d'acqua. Inizialmente non capivamo se era da bere o per pulirci le mani dai fichi. Qualcuno di noi l'ha bevuta un po'ma io... con un abile gesto l'ho buttata alle mie spalle! Per fortuna che non mi hanno visto, perchè mi sono bagnato tutto...
Inutile dire che il resto del gruppo si è sbragato dal ridere... Vabbè!

Il viaggio per Efeso si è rivelato più estenuante del previsto, non credo per la distanza bensì per il caldo e la luce... Non certo per la compagnia! Non ci ha svegliato nemmeno l'ustionante caffè che abbiamo preso in un'allucinante stazione di servizio con gli struzzi, un sacco di mosche rompiballe, un gattino che mangiava anche le formiche e un pazzo che guardava la TV a un volume da cinema all'aperto...

Efeso è il nome dell'antica città, noi in realtà abbiamo dormito a Selçuk (secondo noi è da qui che derivano i Selgiuchidi), un paese molto carino sormontato dai bastioni e dalle mura di un imponente castello.
Trovare alloggio questa volta è stato più semplice, sempre grazie alla Routard. La Amazon Pansyon, dove dormiremo due notti per un totale di 100 milioni (circa 60 euro), è dotata di un giardinetto (sembra un ostello!) e di una bella terrazza dove, sui cuscini, ci hanno offerto un bel tè turco.

La prima cosa che abbiamo notato a Selçuk sono... LE CICOGNE!!
Mi sa che non le avevo mai viste, sicuramente non così tante! Sono enormi! Ce ne sono sui tetti, ma anche sulle colonne delle rovine che sono sparse per la citta!

In questi giorni avevamo accumulato una gran voglia di Kebap e così stasera... ci siamo sfogati!! Ci siamo seduti in un locale senza troppe pretese (non lo sapevamo, ma era segnalato dalla Routard, che anche in questa vacanza se l'è cavata bene) e abbiamo provato a mangiare anche la foglia di vite ripiena: a Betta non è piaciuta molto... io ho mangiato anche la sua parte!

Ma il clou della serata... è stato l'HAMMAM!
Sì! Finalmente l'abbiamo trovato e a condizioni ragionevoli (25 milioni di lire).
Ci ha accolto un omone baffuto, grosso ma sorridente, che con due manone da scappaccioni mi ha dato il benvenuto con una sonora pacca sulle spalle.
Betta ha dichiaratamente esternato il suo terrore, ma in realtà lo eravamo un po' tutti, non sapendo esattamente come funzionava il bagno turco.
Ci hanno invitato a mangiare una fetta di cocomero (ottima!) in una sorta di spogliatoio, che mi ricordo ombroso ma al tempo stesso ornato da alcune piante di peperoncino. Quattro omoni a petto nudo e asciugamano intorno alla vita, quasi tutti con un discreto pancione, ci studiavano strofinandosi le mani...
Ci siamo messi in costume e, anche noi con l'asciugamano in vita, siamo entrati nella sauna. Non so se sia corretto chiamarla così, ma era una cupolona fuomsa, caldissima, con diversi fori sul soffitto. Al centro, una struttura ottagonale di marmo bianco con alcune venature nere sul quale, dopo una prima doccia, ci siamo sdraiati.
I nostri corpi hanno cominciato ad aprirsi e a buttar fuori tutta l'acqua che avevamo... e forse anche di più! Ai bordi della sala, a fianco di alcuni piccoli lavandini, due ragazzi torinesi e un austriaco alleviavano il calore con alcune vaschette d'acqua...
L'atmosfera che si respirava, è il caso di dire letteralmente, era molto particolare, non so bene di che film, dato che "Hammam" non l'ho visto... Ma molto suggestivo. La struttura, non so se originale, ma comunque in stile antico, era ben lontana da quello di un centro di fitness (o dell'hammam dell'hotel a Göcek).

Due omoni erano nella sala con noi; il primo si occupava del peeling: con un guanto ruvido ci hanno strofinati da capo a piedi e... ahimè... ci ha tolto un po' di abbronzatura!! Pensare che abbiamo dato le spalle a degli omoni turchi, baffuti e seminudi...
Al peeling è seguito il massaggio con la schiuma... è stato troppo buffo quando mi ha appoggiato la spugna sulla schiena... ma mi ha fatto un gran male quando mi ha "sgranato" i polpacci!! Ma molto, molto rilassante farsi sbalottare a destra e a manca senza muovere un muscolo.
In attesa dell'ultimo massaggio, lavati e asciugati, ci hanno offerto un tè e abbiamo scambiato due chiacchiere con i torinesi, che si sono sparati un Torino-Sofia-Istanbul in pullman... Quella sì che è avventura!!
Poi il baffuto più grosso, al piano di sopra, ha cominciato con il massaggio con l'olio. Ha esordito chiedendomi: "Do you want a HARD massage?" La risposta è stata: "Se proprio devi..."
Piacevole, ma non rilassante, di nuovo un massacro ai polpacci e per fortuna che non mi hanno camminato sulla schiena come invece hanno fatto con Dade (che non ha gradito molto!). Tutto ciò che poteva scroccare, lo ha fatto. Betta non è uscita molto convinta da questo ultimo massaggio, mentre Marzia si è quasi addormentata!
Lavati, massaggiati, levigati e unti siamo usciti dall'hammam... il baffo più panzuto ancora abbracciava Dade... che era imbarazzatissimo!!

Con l'adrenalina che circolava dopo questa esperienza non potevamo andare a letto, così ci siamo permessi di bere un paio di birre Efes...

Ieri Domani