La biblioteca di Celso
Il teatro di Efeso
La Grotta dei 7 dormienti
Il mare da Meryemana
I resti di Artemision
Che sonno!
La Basilica di San Giovanni
Le cicogne a Selçuk
|
Ieri
Domani
Questa mattina il muezzin ha cantato particolarmente bene, allietandoci il risveglio che avevamo pianificato prestino per aggredire al meglio il sito di Efeso.
Colazione con vista sui tetti di Selçuk, ma di nuovo a base di uova, cetrioli, pomodori...
Verso le 9.30 eravamo alla biglietteria, dove c'era ancora un afflusso ragionevole di persone. Siamo entrati dall'ingresso Nord, al contrario di quanto fanno i pullman dei tour operator e di quanto propongono i taksisti bugiardi che ti fanno capire che solo grazie al loro aiuto potrai evitare 6 km a piedi...
Il sito di Efeso è veramente ricco e lascio la descrizione alle apposite guide sul tema. La cosa che mi è piaciuta di più è anche il motivo principale che mi incuriosiva alla visita di questo posto: la biblioteca di Celso, ristrutturata dagli Austriaci negli anni '70. In realtà è rimasta solo la facciata, a due piani, a causa di un incendio, ma è spettacolare.
Anche il teatro mi è piaciuto molto e mi ha colpito, anche qui, il fatto che tuttora stiano scavando per trovare nuovi resti e che ci siano degli (anzi, delle belle) archeologi che misurano la dimensione degli scalini e altre cose...
La visita è durata circa fino all'una; a quell'ora, il caldo pazzesco e il fiume di gente che camminava ovunque ci hanno suggerito che a quel punto avevamo visto tutto ciò che c'era da vedere.
La visita merita sicuramente, anche se non abbiamo visto la statua originale di Artemide; anche se è tutto nel museo che sta a Selçuk; anche se il Tempio di Artemide (e picchiaci!) è da un'altra parte (una delle 7 meraviglie del mondo, dopo quella di Mausolo che... ehm... non abbiamo visto a Bodrum!).
Anche qui, come ieri a Pamukkale, se si comincia la visita dall'alto forse il colpo d'occhio sui ressti di Efeso è da subito più affascinante.
All'1.30 abbiamo preferito saltare il pranzo per visitare, anzi far finta di visitare, la Grotta dei 7 Dormienti (una serie di piccole gallerie delimitate da una rete metallica) e per andare a vedere come funzionava la Meryemana, ossia quella che dovrebbe essere la casa dove dovrebbe essere morta la Vergine Maria: saliti per una decina di chilometri su una colina (gran vista sul mare!), ci siamo resi conto che questa sorta di Lourdes costava troppo per le nostre reali intenzioni di fare turismo di massa...
Stravolti, stanchi e affamati abbiamo stretto i denti per la nostra ultima meta: Artemision, ossia il Tempio di Artemide.
Sapevamo che sono rimaste solo due colonne, tra l'altro all'interno di uno stagno puzzolente dove abbiamo visto tartarughine d'acqua ingropparsi e serpenti d'acqua scivolare sul pelo dello stagno, ma dovevamo ASSOLUTAMENTE poter dire: "Visto!"
Poi, più che la fame, potè il sonno: siamo tornati alla pensione verso le 14.30 e abbiamo dormito fino alle 17.15!
Lo ammetto: l'idea di essere nulla facente nelle ultime poche ore di vacanza mi rendeva un po' nervoso; d'altra parte, se lo avessi veramente voluto, nessuno mi vietava di uscire mentre gli altri facevano un pisolino!!
Lentamente, verso le 18, abbiamo buttato un occhio alla Moschea di Isa Bey (ci dormivano dentro!) e visitata la Basilica di San Giovanni, in parte ristrutturata per dare un'idea della grandezza (potenzialmente la settima basilica più grande del mondo!). Situata sulla collina più alta, assieme al Castello di Ayasoluk (purtroppo chiuso per lavori), ospita la tomba di San Giovanni.
Verso le sette ci hanno sbattuto fuori, dove qualcuno cercava di spacciare monete sicuramente fasulle a qualche turista ritardatario.
E' così giunta l'ora dello shopping: con il coltello tra i denti ci siamo avventurati in cerca di alcuni cuscinetti cilindrici di stoffa che ci erano piaciuti. A Marmaris, Marzia ne aveva comprati due per 17 milioni mentre al bazar della pensione di Selçuk un altro a 10 milioni.
Al primo negozio a cui abbiamo chiesto, una ragazza che parlava fin troppo bene l'inglese ci ha sparato un 14 milioni, per poi scendere a 12 quando le ho detto che li avevamo trovati a 9 milioni. Poichè mi ha fatto cenno di rivolgermi là, dopo dieci metri c'era una ragazza pazza scatenata che li vendeva a 5!
Il negozio si chiama "Moon Light" e sono stati veramente gentili!
Ci hanno offerto tè turco (çay) alla mela, che Betta ha sorseggiato seduta sul marciapiede mentre cercava tra decine di cuscini! Contando anche quelli di Dade e Marzia, ne abbiamo comprati 7 e ci hanno regalato due cartoline e 4 spillette con l'occhio di Maometto (con un grappolino d'uva che favorisce la fertilità).
La tipa del negozio è forte perchè, sostenendo di essere l'unica donna ad avere un negozio, cerca di "boicottare" il sistema vendendo quasi a prezzo di costo quello che gli altri invece gonfiano del doppio!!
A questo punto, dopo altre foto alle cicogne, siamo tornati a cena nel posto di ieri, dato che ci eravamo trovati bene.
Questa sera ho provato, oltre al Kebap, un'interessante zuppa di lenticchie, che ho accompagnato con alcuni potentissimi peperoncini verdi...
Abbiamo poi fatto un salto dal "chiccaio", dove abbiamo assaggiato il Lokum, un dolce a tubo gommoso perfetto per chi adora le gelatine (ma non per me!), e comprato invece un chilo di pistacchi tostati (ancora caldi!), i più buoni del mondo, si dice.
Tornati alla pensione, ci siamo dati alle docce e al rifacimento borse e ci siamo resi conto che... la vacanza è ormai volta al termine!
Ieri
Domani
|