| In Patagonia | |||
| Puerto Madryn, 12 dicembre 2003 | |||
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Il Gauchito Gil
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(Bonz) Oggi, dopo aver acquistato un borsone (a soli 9 euro) per agevolare il trasporto dei nostri bagagli sempre più abbondanti, siamo partiti per Trelew, città della regione Chubut, in Patagonia. Prima di partire con l'aereo abbiamo conosciuto un inglese (solitario, sui 50-60 anni) che stava al nostro albergo Los Elechos, che da settembre (e fino a febbraio) si gira il Sud America: Perù, Bolivia, Cile e ora l'Argentina. Il tutto con un paio di zaini, una macchina fotografica digitale e tanta voglia di improvvisare!! Stiamo incontrando molta gente che sta girando l'Argentina senza troppe prenotazioni e tendiamo a guardarli con una certa invidia, non tanto per il costo, quanto per lo spirito di libertà che noi tendiamo a vivere in minor misura. D'altra parte, siamo consapevoli che per fare un giro come il nostro improvvisando sarebbero serviti almeno 2 mesi... Tornando al viaggio, fortunatamente il volo è andato molto bene e siamo arrivati a Trelew con grande entusiasmo e trepidazione. Già dal piccolo finestrino dell'aereo, infatti, si capiva che stavamo per approdare in una terra completamente diversa da Misiones, che avevamo appena visto: enormi (e dico ENORMI) distese di nulla con infinite strade sterrate senza curve... Un mare dal colore blu intenso che ha fatto innamorare le balene, elefanti marini, pinguini... Ma andiamo con ordine. All'aeroporto (dopo aver trovato tutte le tre valigie!!) ci aspettava Carol, il nostro autista che parlava l'Itaniolo!! Da subito ci ha messo a nostro agio, raccontandoci usi e costumi della Patagonia, primo dei quali: per spostarsi in questo paese... ci vuol pazienza!!. E ha ragione: poche sono le strade asfaltate e sono infinitamente dritte in mezzo al nulla! Ci ha raccontato delle credenza popolari argentine: il Gauchito Gil e la Difunta Correa. Il primo è in pratica una sorta di San Gennaro per quanto riguarda la salute, la seconda una sorta di nostro San Cristoforo. La cosa buffa è che per entrambe queste credenze (non riconosciute ma accettate dalla Chiesa cattolica), sui bordi di molte strade argentine si trovano delle sorte di altarini a loro dedicati: bisogna mettere il fiocco rosso per il Gauchito Gil, una bottiglia d'acqua per la Difunta Correa (che, pur essendo morta di sete in mezzo al deserto, aveva fatto sopravvivere il suo bebè allattandolo anche dopo il trapasso). L'albergo Bahìa Nueva, 3 stelle sul mare, è proprio carino, nella cittadina di Puerto Madryn, punto di partenza per tutte le nostre escursioni in Chubut. Questa sera abbiamo cenato a La Esquela, consigliato sia dalla Routard sia dalla Lonely. Abbiamo mangiato una parrillada (grigliata) di carne buona, ma che ha mostrato il fianco ai Bife de Chorizo del nord. Oltre alle bistecche e al petto di pollo, abbiamo mangiato: chinchulines (intestino tenue), tripa gorda (intestino crasso), rognoni e morcilla (sanguinaccio). Devo ammettere che non tutti questi cibi possono piacere a tutti, nonostante io sia di bocca buona... Ma Puerto Madryn, come altre città in Patagonia, è la patria dei dolci (i più tipici sono gli alfachores), quindi per fortuna mi sono ripreso con un almendrado (gelato alla vaniglia cosparso di mandorle), sommerso da un'abbondante cioccolata calda! Insomma, in questo modo abbiamo messo a dormire il nostro entusiasmo patagonico, non prima di renderci conto che in quella notte stellata (sui 14-15 gradi) non trovavamo più la Stella Polare, bensì la Croce del Sud!! In realtà abbiamo visto anche Orione, ma forse in Italia la si vede in un altro periodo dell'anno... A proposito di cose strane, devo ancora controllare se nel lavandino l'acqua nel sifone fa il mulinello in senso orario, a contrario di quanto succede da nell'emisfero Nord!! Ieri Domani |
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