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In Patagonia
Puerto Natales, 20 dicembre 2003




Isla Magdalena
Isla Magdalena
La mitica amarilla
La mitica amarilla




































Il leggendario Milodonte
Il leggendario Milodonte


Puerto Natales
Puerto Natales






Ieri Domani

(Betta)

Il risveglio di questa mattina è stato terribile quanto quello del primo giorno: alle 7.00 sbarco con gli Zodiac alla Pinguinera dell'Isla Magdalena, vicino a Punta Arenas.
Vedere i pinguini è sempre molto bello, anche se dopo la pinguinera di Punta Tombo... è tutto molto... piccolo.

Forse ci siamo semplicemente stancati di girare in carovana con tante amarille
Ci siamo dimenticati di descrivere le mitiche AMARILLE. L'amarilla è la tuta impermeabile (salopette + giacca) messa a disposizione dalla nave per non bagnarsi durante gli sbarchi e le escursioni. Il problema è che essendo di misura standard devono andare bene sia a quelli come Bonz che a quelli come me!
Penso basti questo per far immaginare una fila di un centinaio di persone con le amarille addosso: deturpa qualsiasi paesaggio! Sono gialle!!!

Tornando ai pinguini... non mi ero accorta di una cosa a Punta Tombo: ragliano come dei somari!!
Non in senso metaforico, per davvero: puntano il becco al cielo e con grandi sforzi di petto emettono dei suoni che sono uguali al raglio del somaro!
Rispetto ai pinguini dell'Isla Magdalena, quelli di Punta Tombo erano molto tranquilli e silenziosi!!

Lo sbarco, quello finale, è stato un po' triste. Tre giorni di crociera, a dire il vero, sono sufficienti, ma a bordo si stava bene e in più c'era una strana aria di ritorno a casa. Forse perchè qualcuno, effettivamente, sarebbe tornato a casa; forse perchè sono passate esattamente due settimane e da anni le nostre vacanze durano non più di due settimane. Stare via di più ci pare molto strano.
Eppure, fortunatamente, è così.

Lo sbarco è stato molto ordinato, ci hanno scaricato le valigie in perfetto ordine e posizionate sulla banchina del porto a gruppi in base al cordoncino colorato che ci hanno distribuito per distinguere i passeggeri e soprattutto i loro bagagli, per ciascun piano della nave.
Saluti, baci e abbracci e fuori ci aspettava un autista che ci ha portato alla fermata dell'omnibus.

Insomma, il nostro soggiorno a Punta Arenas (IN CILE!! Abbiamo passato la frontiera durante la navigaione) è durato un'ora!!

Il viaggio da Punta Arenas a Puerto Natales è durato circa 3 ore. Tutto bene, a parte che i posti assegnatici sul biglietto non ci piacevano. Abbiamo tentato di cambiarli, ma siamo stati beccati subito. Nel frattempo, però, i nostri posti erano stati occupati da altri e i loro da altri ancora... In compenso, lo stesso omino ci ha controllato i biglietti (quelli di tutti) almeno tre volte!

Il tempo a Puerto Natales non era dei migliori, ma non ci siamo fatti prendere dallo sconforto, nè dalla stanchezza. Il tempo di arrivare in albergo, appoggiare la valigia e già eravamo fuori a vedere il museo, che sapevamo avrebbe chiuso alle 18.
La camera dell'albergo è molto carina, con i letti separati ma con la vista sull'oceano!

Il Museo di Puerto Natales è piccolo, ma molto ricco di notizie, immagini, disegni, spiegazioni, dalla preistoria al Milodonte (bradipo gigante), dai primi uomini alla storia degli Aikonikenk, la popolazione che abitava questa zona prima dell'arrivo dell'uomo bianco, fino alla recente colonizzazione dell'uomo bianco.

Usciti dal museo abbiamo fatto un breve giretto per la via principale e per alcune strade del paese. Questa sembra la fine del mondo, non Ushuaia.
I negozi sono tutti bazar stracolmi di tutte le merci, tutti. Le vetrine sono fatte con il badile: un mucchietto di saponi e vicino un mucchietto di rullini fotografici; nelle farmacie mucchietti di aspirine in blister, pilloline colorate con un cartello "vitamine" e vicino tre o quattro pappagalli che assieme a qualche padella da ospedale formavano una composizione tridimensionale postmoderna.

La caccia alla cena è stata estenuante. Avevamo tre opzioni, anzi quattro considerando il salto della cena.
Vorrei ricordare che la sveglia è stata alle sei e l'unico momento di riposo è stato durante il viaggio in pullman, su una pista sterrata...
Scartado il salto della cena perchè Bonz... e scartato un ristorante perchè troppo fighetto, ne rimanevano solo due: facile! Peccato che fosse in culo ai lupi, in quartiere di baracche senza strade. A dire il vero, qua sono tutte baracche: le case sono di lamiera colorata fuori e di legno dentro, tutte anche quelle più belle e a due piani!
A dire il vero anche le strade asfaltate qua sono abbastanza diffuse, ma nonostante queste argomentazioni non sono riuscita a convincere Bonz e me stessa che era una zona raccomandabile. Fortunatamente alle 20.00 la luce è ancora quella delle tre di pomeriggio!!

Ovviamente non abbiamo trovato l'osteria, cioè, ci siamo passati davanti praticamente correndo e abbiamo deciso, senza fermarci, che o era chiusa o non c'era più! Così siamo arrivati, io strisciando, da Andres... ma vorrei che ne parlasse Bonz!
Io dico solo che abbiamo ingannato l'attesa... giocando a ping pong!!

(Bonz)

Andres? Difficile descrivere questo mito d'uomo...
Siamo entrati nel suo locale molto rustico, con posate alla buona, dove era appena arrivato un gruppo di italiani (toscani e sardi), che sicuramente avevano letto la nostra stessa guida...

Andres è il nome del locale, Andres è il proprietario, Andres è il cameriere, Andres è il cuoco, Andres è quello che viene a pulire i vetri appannati mentre mangi i suoi manicarretti...
Insomma, un omino tutto sorriso e voce sussurrante che non stava mai fermo un attimo per soddisfare le nostre richieste...
Ci ha pure chiesto "desculpe por la dimora" (ritardo) perchè ci ha messo un po' a servirci, ma il ping pong non era lì a caso; poi io e Betta abbiamo ormai imparato che in Patagonia ci vuole pazienza (e poi siamo in ferie...).

Ci ha portato come aperitivo un Pisco Sour, una bevanda a base di moscato con sciroppo, lime e albume d'uovo montato a neve... tutto shakerato. Buono!
Ci siamo sbafati due gran zocchi di salmone e ci ha omaggiato di un gelato per digerire... e ogni volta che parlava tirava sempre fuori delle parole nuove!! Il top l'ha poi toccato al conto: ci ha detto che non si poteva trabachar con la tarjeta (Visa) perchè... l'ultima volta gli è rimasta dentro la carta del cliente e ha dovuto spedire tutto a Punta Arenas, a tre ore da qui!
Insomma, Andres ci è piaciuto talmente tanto che avrei volluto fotografarlo!!

Ieri Domani