| In Patagonia | |||
| El Chalten, 25 dicembre 2003 | |||
Sendero Cerro Torre
Campo base De Agostini
L'insidioso Cerro Torre
La Laguna Torre
Bonz sconsolato
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(Betta) Giornatona lunga, oggi!! Sveglia alle 5.00 come da programma, partenza alle 6.30 con già 30 minuti di ritardo!! Ieri sera non abbiamo avuto la forza di preparare i bagagli... Circa 200 km di pista sterrata di cui una parte sulla Ruta 40 e una parte su una altra strada che un po' alla volta stanno asfaltando. Abbiamo sballonzolato come al Luna Park, avanzando come le macchinine delle gare di rally nei videogiochi (alternando sterzate a sinistra e constrosterzate a destra). Arriviamo a circa 20 km dalla nostra destinazione e il bel sole che mi ha cotto la testa e l'orecchio destro (procedendo verso nord ed essendo mattina presto!) sparisce per lasciare il posto a un'unica nuvola grigia, compatta. Quindi 200 km nel nulla, praticamente, incrociando due o tre macchine in tutto, sotto il sole cocente, poi arriviamo vicino alle montagne, le montagne famosissime per la storia talvolta tragica della loro scalata e... il nulla. Tutto grigio. La cittadina di El Chalten ha tutta l'aria di un campo da pionieri: strade molto larghe, ovviamente non asfaltate, cani e silenzio per la strada, una cappella, la sede del parco, qualche avventuriero con zainone e scarponi. Temevo di dover girare, chiedere e brigare un po' per trovare l'albergo, invece a El Chalten (come a Bologna!) non si perde neanche un bambino: l'albergo è vicino al benzinaio, che è vicino al ristorante (della figlia di Cesarino Fava, mitico scalatore trentino, che partecipò alla spedizione del 1959 e che evidentemente non ha più trovato la via per tornare in Italia!), il ristorante è vicino alla cappella che è vicina all'attacco dei sentieri che sono vicini all'albergo!! Chiaro, no?? Arriviamo quindi all'Estancia La Aldea circa a mezzogiorno... del giorno di Natale, con un gran freddo, le montagne coperte, in un paese semideserto!! Il ragazzo dell'albergo ci guarda con aria smarrita e ci dice che... è il giorno di Natale!! Ovvero, bisogna aspettare un po' perchè la camera non è pronta. Io scalpitante... Bonz stravolto! Accettiamo caffè e panettone pregustando la passeggiata prevista per il pomeriggio... a qualunque costo e in qualunque condizione meteorologica! D'altra parte, un paio di mesi fa mi ha promesso "... nella gioia e nel dolore..." e quindi Bonz verrà con me a cercare tra le nuvole il Campo base De Agostini, punto di partenza per gli scalatori al Cerro Torre!! Nel frattempo la camera è pronta. L'albergo è delizioso: due edifici, uno con un ristorante-reception e salotto con vista panoramica sul Fitz Roy (altra cima mitica), uno per le camere a due piani con ballatoio d'ingresso per quelle al primo piano. Dicevo, delizioso ma minuscolo. Nella prima mezz'ora ho sbattuto la testa due volte (il tetto mansardato dà sempre un tocco particolare all'ambiente... e alla testa!!); nel bagno pipì e bidet si possono fare quasi contemporaneamente: la distanza tra i sanitari è di circa 3 cm!! Il panorama dalla camera è lo stesso del salotto: teoricamente vista sul Fitz Roy, in pratica... nulla!! Abbiamo litigato con una scatoletta di patè di salmone, mangiato due panini e via, zaino in spalla a camminare. Camminata deliziosa nel bosco: circa un'ora per arrivare al Mirador: ancora nulla! L'unica montagna che si concede alla vista è il Cerro Solo che, generoso, ci accompagna nel cammino. Da qui in poi, più si andava avanti e più vedevamo solo persone che tornavano oppure che andavano nella stessa nostra direzione ma con degli zaini grandi come la nostra casa a Milano, evidentemente con l'intenzione di pernottare al campo base!! Noi no, temerari, incuranti del tempo e fiduciosi che prima o poi le nubi si sarebbero alzate... ADELANTE!! Altre due ore di cammino, con un po' di pioggi ma in una vallata molto bella, con tanti uccelletti strani e siamo arrivati al Campo Base. In dieci minuti alla Laguna Torre. Ci hanno detto che da qui si gode di una vista magnifica del Cerro Torre... ci fidiamo!! L'aria che si respira è molto particolare, si respira la pazienza e la condizione di infinita piccolezza e impotenza dell'uomo, che è arrivato fin qui ma che qui si deve fermare e aspettare che le condizioni gli permettano di proseguire, e che l'andare avanti non dipende da lui. La Laguna Torre è un lago che si forma dall'acqua del Glaciar Torre. L'acqua è lattiginosa come sempre, ma oltre non so scrivere, potrei copiare la descrizione della guida, ma non mi sembra onesto!! Comunque, a malincuore siamo tornati indietro; a malincuore, perchè abbiamo sperato fino all'ultimo di vedere qualcosa tra le nuovole! Non ci sembrava vero essere lì sotto, dopo tanta strada (dall'Italia) e non vedere che un enorme nuvolone bianco. Questa sera eravamo un po' cotti e domani faremo un altro giro sperando che il tempo sia clemente; così abbiamo deciso di cenare direttamente in albergo (ci piaceva molto il calore che trasmette). Mentre mangiavamo la nostra zuppa di cipolla e quella di zucca, dalla finestra ci siamo accorti che qualcosa era cambiato: le nuvole si sono alzate e il Fitz Roy si vedeva benissimo!! Anche il Cerro Torre faceva capolino, timido, dietro una montagna più bassa ma più vicina. Poco più tardi, al calar del sole (verso le 22.30), abbiamo visto un cielo stellato fantastico, nonostante qualche luce vicina. Domani si preannuncia una bellissima giornata!! Ieri Domani |
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