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In Patagonia
Bariloche, 27 dicembre 2003


























Finalmente si vede!
Il Cerro Torre si scopre




Il Lago Viedma
Il Lago Viedma

Ieri Domani

(Betta)

Effettivamente il piano B rispetto alla deviazione che non abbiamo fatto per vedere il Cerro Torre era scendere in paese e tornare al Mirador dove siamo andati ieri.
Arrivati però a El Chalten le gambe erano molto stanche, era un po' tardi e avendo perso tempo alla Laguna Capri dove ci siamo persi (tra di noi, cioè io non vedevo più Bonz e lui non trovava me! Che due montanari del piffero...), quindi abbiamo optato per il Piano C: prendere la macchina e proseguire per qualche km lungo la strada sul fondovalle per vedere se da più avanti il Cerro Torre si vedeva un po' di più rispetto al paese.
Ma niente, con grande sconcerto abbiamo scoperto solo stamattina che bastava andare nella direzione opposta, ovvero quella per tornare a El Calafate, ovvero quella che abbiamo fatto due giorni fa per arrivare!

Bene, stamattina al risveglio è subito abortito il Piano D per vedere il Cerro Torre: alzarsi alle 5, camminare dalle 6 alle 8 dopo aver raggiunto il Mirador, tornare in albergo, fare colazione e alle 8.30 partire con la macchina per fare i 200 km per El Calafate...
Mi sembra inutile spiegare perchè è saltato questo piano! Oltretutto ieri sera abbiamo fatto circa l'una al ristorante con i genovesi e stamattina dovevamo ancora fare le valigie!!

Insomma, siamo partiti con il rammarico di non aver visto, nemmeno visto (!!), il Cerro Torre. Un chilometro di strada e, alle nostre spalle, un panorama incredibile che ci ha seguito (sì, perchè era dietro) per diversi chilimetri, con anche il Cerro Torre! Meraviglioso!

A metà strada, dopo aver affiancato il Lago Viedma, abbiamo fatto una sosta all'Estancia La Leona, non perchè fossimo stanchi, ma perchè i genovesi ci hanno raccontato che c'erano delle belle torte e il clima era piacevole e ospitale. Peccato che sia l'unica sosta che fanno tutti i pullman diretti a El Chalten, quindi era pieno di turisti tedeschi con signore schiamazzanti e omoni dalle voci da orco che ci hanno un po' rovinato l'atmosfera e... ovviamente avevano mangiato tutte le torte!! Abbiamo dovuto prendere quella che ci avevano risparmiato loro...

Siamo arrivati a El Calafate secondo i piani, in tempo per comprare e scrivere alcune cartoline, fare la spesa e mangiare prima di riconsegnare l'auto.
Bonz è stato un ottimo pilota e il viaggio di ritorno è stato ancora più piacevole e veloce dell'andata! Peccato che abbiamo dovuto restituire la nostra PATAMOBILE proprio ora che Bonz era diventato un provetto PATACHOFER!!
Ovviamente, polvere anche nelle orecchie, ma non dipende dal conducente...

Dopo aver fatto il controllo dell'auto e aver un po' sindacato su un consumo un po' strano dell'auto (il serbatoio che ci hanno riempito loro alla partenza si è svuotato di più pur avendo fatto la stessa strada rispetto al ritorno...), il tipo dell'autonoleggio ci ha accompagnato (modello taxi) all'aeroporto: questo è il concetto di drop-off patagonico!

Il volo per Bariloche è stato molto tranquillo.
All'aeroporto ci aspettava Benito che, gentilissimo, ci ha portato all' Hosteria Cari-Hue. Benito gestisce, insieme alla moglie Norma, questa osteria che ha qualche camera e diversi mini-appartamenti. L'osteria è della zia della mia amica Raffaella di Milano, che mi ha messo in contatto con Benito consigliandoci di andarlo a trovare.
Effettivamente, l'accoglienza è stata calorosa e la nostra camera è deliziosamente curata e profumata con delle rose fresche!
Rispetto alla camera minuscola di El Chalten, questa è enorme! E' tutto molto curato negli accostamenti di colori... bellissimo!!

Dopo esserci sistemati, Benito ci ha accompagnati a Bariloche (sono circa 5 km) e ci ha spiegato dove prendere il remis per tornare all'osteria.
Abbiamo cenato all'Ahumadero Familia Weiss, consigliata sia dalle guide che da Benito.
Il locale è molto... alpino, quasi tirolese con tanto di cameriera in costume che è una via di mezzo tra quello tirolese, appunto, e quello di un pirata di mare!! Le due sale, su due piani, sono tutte in legno chiaro, al piano superiore dove abbiamo cenato ci sono le travi e il tetto a vista e delle grandi vetrate per guardare fuori (o anche dentro, ma bisogna essere fuori!!!)
Abbiamo mangiato un ricco antipasto: la Picada chica della Familia Weiss (per fortuna che era chica: ci abbiamo mangiato in due!) con patè vari di cervo, di trucha, uno con la cipolla, il cinghiale, formaggio humado... poi per gradire una porzione di cervo e una di jabalì (il cinghiale) e per contorno... gnocchi!!
Il tutto inaffiato da una cerveza Quilmes Bock (abbiamo scoperto la birra scura argentina e siamo diventati degli affezionati) e accompagnato da un cantante, un chitarrista e due ballerini di salsa!
All'inizio mi aveva preso molto male perchè la musica era alta, poi invece devo ammettere che è stato molto piacevole!!

Ieri Domani