| In Patagonia | |||
| Puerto Montt, 30 dicembre 2003 | |||
Puerto Blest
Il nostro pullman
Il Monte Tronador
Il porto di Peulla
Il vulcano Osorno
La Cima Puntiagudo
Il Salto del Petrohuè
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(Betta) La Cruce de Lagos consiste in questo: partenza da Puerto Pañuelo (a circa 20 km da Bariloche) con il catamarano El Condor, con tanto di caricamento sulla prua della barca di 1.000 valigie, valigione, borse e borsoni. Viaggio tranquillo sul Lago Nahuel-Huapi e poi deviazione lungo un suo braccio dove, a pochi minuti dall'arrivo a Puerto Blest, ogni nave che passa suona tre volte la sirena in corrispondenza di una croce sotto la quale sono conservate le ceneri di Perito Moreno, considerato qui un eroe della patria. Dicono sia il padre dei Cileni... Io avevo capito che aveva contribuito alla definizione dei confini tra Cile e Argentina; il passaggio ai Parchi Nazionali Argentini mi sfugge! A Puerto Blest sono state scaricate tutte le valigie e caricate su un camion che ha precedetuo i tre pullman con i passeggeri, che per una strada sterrata ci ha portato a Puerto Alegre. 3 Km per la modica cifra di 12 dollari!! (compresi nei 140 totali del biglietto). Puerto Blest è un molo, una casetta e un albergo. Però, circondati da 100.000 piante fiorite di giallo e da acqua azzurra-blu del Rio Frio e verde del lago. A Puerto Alegre tutti di nuovo su una barca, valigie comprese e navigazione sul Lago Frias, fino a Puerto Frias. Il lago è, come al solito, di un colore sorprendente con i riflessi del sole e tanti uccelli che volano di qua e di là. Ormai descrivere queste acque è quasi noioso, sono tutti bellissimi questi laghi e queste montagne!! Puerto Frias, pur non essendo un luogo di particolare interesse, merita qualche parola! Perchè? Ma perchè a Puerto Frias c'è la dogana argentina! Essendo raggiungibile solo tramite questo giro ed essendo il giro organizzato da un'unica agenzia, Puerto Frias è popolato dagli uomini che lavorano per l'agenzia Catedral e dai turisti o passeggeri che viaggiano con la Catedral. E basta. Nonostante questo, il passaggio alla frontiera argentina è stato delirante. Fuori: sole, caldo, cielo limpido, arietta fresca molto piacevole, lago azzurro. Dentro: CAMINO ACCESSO!! Turisti smarriti e vocianti e guide (tante!) incuranti e frettolose. Poi, una di queste ha preso un microfono e ha cominciato a chiamare dei nomi. Ha ovviamente colto tutti di sorpresa: chi era fuori è corso dentro, chi era dentro è corso fuori per chiamare gli assenti, così nessuno ha capito niente. Allora, la stessa guida si è messa a fare una sorta di appello: "Señor Gonzales? Donde esta?" "Sono io!" "Bene, Signor Gonzales, si metta dietro la Signora Martinez, sì, quella con il cappello da gaucho!" "Signora Smith? Sì, Signora Smith, si metta dietro il Signor Gonzales!!" E avanti così per circa 15 persone. Poi posa il microfono e tace. Capiamo dopo un po' che ci sono delle sorte di liste e questa era la prima. Il problema è che se manca qualcuno all'appello si sta fermi tutti fino a quando non arriva. Risultato: non puoi uscire, devi soffrire il caldo torrido, in piedi, ad aspettare che la Signora Brown, sabò neri con tacco a spillo, cavigliera e pantacalze, capelli biondo platino con tanto di fermacapelli con brillantini, per un totale di 60 anni e 100 kg, risponda all'appello e traballante sul pavimento sconnesso si metta ordinatamente in fila. E' stata un'esperienza... particolare!! Superata direi brillantemente la dogana argentina, saliamo tutti sui pullman per andare verso il confine con il Cile e quindi alla dogana cilena!! Il confine tra i due Paesi è stato disegnato dal mitico Perito Moreno, unendo con una linea i puntini dall'1 al 99! Ovvero, ha determinato le cime più alte, che rappresentano il punto di confine. Per questo motivo, la frontiera è in genere un posto sperduto, disabitato, inospitale con un cartello che da un lato dice "Adios" e dall'altro dice "Bienvenidos"! In questo caso la faccenda è un po' più interessante perchè il limite tra i due Paesi coincide con il limite dei due Parchi Nazionali: Nahuel-Huapi dalla parte argentina e Vincente Perez Rosales dalla parte cilena. Già questo motivo è un motivo sufficiente per una sosta e una discesa dal pullman per una fotografia. A parte gli scherzi, i due parchi, o quello che abbiamo potuto vedere, sono ricchissimi di vegetazione, di alberoni altissimi. Pur non aspettandomi un bosco, valicando le ande devo ammettere che la sorpresa e la bellezza della natura sono notevoli. Forse non avevo studiato a sufficienza la zona: effettivamente qui le montagne non sono molto alte e il clima è favorevole, ricco di acqua e quindi: alberi, arbusti, fiori... probabilmente tante bestiole ben nascoste e lontane dalla strada polverosa. Meta: Peulla Dopo una sosta per ammirare da lontano il Monte Tronador, sotto un sole ormai cocente, arriviamo alla dogana cilena. La guida ci consegna un foglietto e ci dice di stare tranquilli, alla dogana faranno il controllo dei bagagli, ma è una cosa di routine. Si raccomanda di compilare il foglietto: trattasi di dichiarazione giurata (giuro, c'era scritto così!!) con la quale dichiaravi di non trasportare formaggio, prosciutto, frutta e verdura, animali, uccellini, derivati vegetali o animali vivi o morti di qualunque tipo. Bene, giuriamo, firmiamo e subito ci ingurgitiamo due mele e una banana!! Il problema è che, non essendo compreso il pranzo nel biglietto del viaggio, ci siamo procacciati cibo al supermercato... quindi negli zaini abbiamo: prosciutto, formaggio, pane, yougurt... L'unica cosa in nostro possesso consentita è la barretta di cioccolata che Bonz custodisce per i momenti... di carestia!! Come facciamo? Mangiamo tutto in 3 minuti davanti agli occhi del doganiere che se la ride? Nascondiamo la refurtiva e tentiamo il contrabbando di panini al formaggio? Dichiariamo di avere del cibo e ce lo facciamo sequestrare, rimanendo senza pranzo così costretti a consumare al ristorante, unico e affollato, a 500 metri dalla dogana? Adesso è facile riderci sopra e scherzare, ma abbiamo vissuto alcuni momenti abbastanza difficili. Mentre noi meditavamo su come affrontare la situazione, i turisti davanti a noi venivano controllati in borse, borsette e zaini. Le valigie scaricate dal camion e venivano aperte, non tutte, ma parecchie. Insomma, i controlli non sono stati uno scherzo, non conosciamo il Cile, se ci beccano illegali cosa fanno? Soprattutto se ci beccano che tentiamo di fare i furbi, cosa fanno? Perchè non ci permettono di portare il cibo? Per farci consumare al ristorante (bartardi...) o per questione di sicurezza della flora e della fauna locale (saggi preservatori della natura!)? Panico! Insomma, per farla breve: Bonz abbandona lo zaino con la refurtiva sul pullman che avrà un suo destino, diverso dal nostro, risalendo e recuperandolo, con la scusa di aver dimenticato la giacca, dopo i controlli. Io con la faccia più da culo che ho potuto ho imbustato il formaggio in fondo allo zaino e, al momento dell'apertura, ho dichiarato "Souvenir". Illegali e farabutti, ci siamo allontanati di buon passo dal posto di polizia per passare fischiettando davanti al ristorante senza degnarlo di uno sguardo. Se si poteva passare con i panini tranquillamente , rimarrà un mistero. Abbiamo consumato il nostro pasto illegale vicino alla Cascata della Vergine, nascondendo il panino a ogni "Guten Morgen" o "Hola", a pochi minuti da tre tavolini dotati di panchine per il pic-nic!?! NO COMMENT! Abbiamo incontrato e salutato due ragazzi che erano con noi sulla nave Mare Australis, in vacanza, ora in Cile, dalla Spagna. All'orario concordato con la guida ci dirigiamo, obbedienti e soddisfatti, al porto per il nuovo imbarco. Da Peulla, la navigazione più lunga della giornata. Il lago si chiama Esmeralda per il colore dell'acqua o Todos los Santos, perchè i primi ad arrivare qui sono stati dei missionari, il 1° novembre di non so bene quale anno. L'acqua è veramente di un colore molto particolare tra il verde e il blu che quasi stona con il "verde pino" della vegetazione delle pendici delle montagne. Durante la navigazione siamo stati abbordati due volte da due barchette che vivono nelle casette (forse 10 in tutto su tutto il lago!) nascoste tra gli alberi. Ma quello che maggiormente ha risvegliato l'attenzione anche dei più sonnacchiosi è stata la vista del Vulcano Osorno. Bellissimo! Un tronco di cono perfetto con la cima imbiancata dalla neve e la base scusa quasi fino all'acqua! Un disegno! A destra dell'Osorno, la Cima Puntiagudo, una specie di Cerro Torre in piccolo, ma molto suggestivo. Le montagne ci hanno accompagnato per una mezz'oretta abbondante, fino allo sbarco a Petrohuè dove, dopo aver aspettato i nostri bagagli e averli caricati (questa volta self-service!) sul pullman, abbiamo cominciato l'ultimo tratto di strada. Dopo una ventina di minuti ci fermiamo in quello che la guida chiama "el lugar mas hermoso" della regione: 2000 pesos a testa, 20 minuti di sosta (compresa la pipì)! Modello Japan, terribile!! Il posto sarebbe stato bello, con il vulcano, un torrente saltellante, il cielo blu e tanta vegetazione, se non fossimo stati in 200 in fila per fare la foto! Quindi, il Salto del Petrohuè si è rivelato un po' una fregatura! Il resto del viaggio penso non meriti molte parole se non per il paesino di Puerto Varas, dove sono scesi molti passeggeri che, dal pullman, ci è sembrato piacevole! Per domani sera (31 dicembre) hanno preparato i fuochi. La guida ci spiega che è un paese residenziale, tranquillo, ma vivace, di gran lunga migliore di Puerto Montt... dove siamo diretti noi! Pazienza, abbiamo le idee chiare:vogliamo andare sull'Isola di Chiloè e ciò è possibile solo da Puerto Montt. L'arrivo è concitato: non abbiamo una mappa della città, non sappiamo dov'è l'albergo. Scendiamo dal pullman consapevoli che il transfer all'albergo non è pagato, ma una signora sorridente ci dice che è dell'albergo Presidente e che ci sta aspettando! Carichiamo 3 borse più bagagli a mano, saliamo sull'auto, mandiamo a piedi all'albergo il ragazzo che ha aiutato la signora a caricare le valigie, perchè sull'auto non ci stava... per scoprire che la signora stava aspettando altri due clienti dello stesso albergo che sarebbero arrivati sul pullman successivo! Insomma, 3 minuti di auto (compreso il semaforo rosso) 5 DOLLARI!! Da questo punto in poi, le sorprese sono state sullo stesso stile: suite con vista mare, decisamente più grande del nostro appartamento a Milano, con tanto di cucinotto, soggiorno, lettone a tre piazze (con tre cuscini!)... Jacuzzi!! Tra l'avvilito (la tizia del Tour Operator non ha capito nulla!) e lo sconcertato, ci siamo concessi una lussuosa cena in camera a base di panini e un idromassaggio rilassante. La stanchezza è riuscita perfino a vincere ogni velleità di ricerca di prelibatezze culinarie in qualche ristorantino della città. Il tocco di raffinatezza però è stato dato dalla colonna sonora della serata: I Nocheros!! Il CD l'ha comprato Bonz a El Calafate, ma fino ad ora non avevamo avuto la possibilità di ascoltarlo. Bello, molto piacevole. Così, abbiamo trasformato una serata di stanchezza e delusione in una seratina romantica! (Bonz) Sì, effettivamente da ora in poi vorremmo rallentare un po' il ritmo delle nostre ultime giornate, per riposarci un po' delle mille corse che abbiamo, piacevolmente, fatto questo mese. Diciamo che i nostri giorni in Cile rappresentano un po'... la nostra settimana alla Maldive!! Ieri Domani |
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