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Buenos Aires... e dintorni, 4 gennaio 2004






Tramonto a Bariloche
Tramonto a Bariloche
Tramonto a Bariloche
























La Casa Rosada
La Casa Rosada










































Il Caminito
Il Caminito






Tango e pallone
Tango e pallone

Ancora tango!
Ancora tango!

Ieri Domani

(Betta)

A me il compito di descrivere questa interminabile giornata! Sappiamo bene come, ma soprattutto quando, è cominciata, ma abbiamo perso la cognizione di quando è terminata!
Procediamo con ordine, anzi ancora meglio, da ieri.

Preso dal dettaglio abbastanza insignificante dell'ultima cena ufficiale (cioè il ristorante) argentina, Bonz ha dimenticato di descrivere il tramonto più stupefacente che io abbia mai visto. Forse l'ha fatto perchè non ha trovato le parole, capisco!
L'atmosfera era più romantica durante il tramonto di qualche sera fa durante il viaggio in tragetto da Ancud a Puerto Montt, ma quello di ieri sera aveva dei colori che non credevo potessero esistere... per lo meno in cielo!
Solo per parlare del cielo, tralasciando i riflessi nell'acqua del Nahuel-Huapi: dal blu al giallo, passando dal viola, rosa, arancione, ma la cosa più bella è che abbassando lo sguardo o distraendosi a guardare altro, sopo 20 secondi già i colori erano cambiati! Strabiliante!
Non è stato romantico come può essere un bel tramonto da noi. Credo che non ci sia neppure venuto in mente di darci un bacino, tanto eravamo presi ad ammirare questo spettacolo.

Questa mattina abbiamo fatto un po' fatica ad alzarci, poco male: oggi è domenica, quindi niente francobolli per le ultime cartoline, niente tosabarba per Bonz, niente di niente, giusto il tempo di prendere accordi alla stazione dei remis per farci accompagnare all'aeroporto di Bariloche per volare verso Buenos Aires
Volo tranquillo, arrivo puntuale a destinazione. Qui ci aspettava un autista simpatico che ci ha raccomandato, in italiano perfetto, alcune cose da non perdere in questa domenica pomeriggio nella città; alcune cose a cui prestare attenzione per non incappare in brutte esperienze.

Buenos Aires, con le sue strade veramente enormi, è semideserta, ci è stato spiegato che funziona esattamente come da noi: chi può, chi non deve lavorare con il caldo torrido del nostro luglio... scappa al mare, senza considerare che oggi è domenica! Abbiamo scoperto più tardi che i parchi cittadini sono molto più affollati delle strade!!
Il nostro autista ci ha portato all'albergo Conquistador, dove abbiamo lasciato le valigie per partire in gran carriera verso la metropoli: 11 milioni di abitanti (quando ci sono) in 5 ore!!

Il programma prometteva bene. L'albergo è molto centrale e in neanche mezz'oretta, percorrendo la famosa Avenida Florida, siamo arrivati alla Plaza de Mayo per vedere la famosa Casa Rosada
E' rosa perchè ogni potere che si è succeduto l'ha dipinta del proprio colore e, tinta su tinta... è diventata ROSA!
La piazza è intitolata al 25 maggio 1840, giorno dell'indipendenza dell'Argentina dalla Spagna ed è sempre stata il luogo delle grandi adunanze popolari e delle manifestazioni più o meno violente: delle madri dei desaparesidos, fino alle ultime vicende durante il tracollo finanziario di pochi anni fa!
La piazza non ha nulla di straordinario, se non la storia, e l'essere stata calpestata da tanta gente che ha tentato di far valere la propria voce e i propri dirittti.
Un'altra particolarità: è l'unica piazza che conosco in cui l'edificio con sopra un croce è un museo e l'edificio a forma di tempio greco che sembra un museo è una chiesa!!

Qui abbiamo preso un taxi, anzi no, un radio taxi. Ormai siamo bravissimi ed espertissimi: non c'è molta differenza tra i due, se non per la scritta sulla portiera: entrambi vanno a tempo, entrambi si fermano alzando una mano, entrambi fanno un servizio alla volta. Mentre i radio taxi lavorano per una compagnia, i taxi sono privati con un licenza per fare questo mestiere. Visto che i primi devono rispondere del loro operato a una compagnia, sono più affidabili!
Per 5 pesos (meno di 2 euro, sono davvero il mezzo di più veloce ed economico, lo prendono tutti!) ci ha portatO nel quartiere della Boca

E' il quartiere popolare della famosissima squadra di calcio in cui ha giocato Maradona e dalla altrettanto famosa e violenta tifoseria. Proprio prima di partire, avevo visto in TV un servizio sugli ultras del Boca. Oltre alla "normale" violenza da stadio, il giornalista testimoniava che più volte questi squadroni capeggiati da un ragazzone sui 35 (anche lui famosissimo!) siano stati sfruttati dal potere politico, assoldati o in qualche modo beneficiati in cambio del loro operato tutt'altro che lecito! E oggi siamo stati proprio lì! Brividi!
La Boca significa "la bocca", poichè è situata alla confluenza tra due fiumi: il Riachuelo che si getta in un ante-porto nel Rio della Plata. E' quindi un quartiere portuale che ha dato accoglienza, anzi è nato per opera degli immigrati italiani (soprattutto genovesi) e spagnoli che qui hanno trovato lavoro facile nelle fabbriche sorte sul fiume. Industriale, portuale, povero, immigrazione più o meno disperata, violenza più o meno calcistica... cosa ci siamo andati a fare??

La Boca è uno dei quartieri più famosi di Buenos Aires, proprio perchè la povertà, la miseria e il saper far tesoro di quello che si ha, talvolta, fanno miracoli!!
La storia è quella di un trovatello, allevato da una povera famiglia della Boca. Il trovatello cresce e diventa un famoso pittore (Quinquela Martin!!) e decide di fare una cosa buona per il quartiere che l'ha visto crescere: aprire una scuola. Chiede agli abitanti del quartiere di dargli una mano a rendere accogliente l'edificio scassato che ha trovato e di aiutarlo a dipingere le pareti esterne.
Tutti volenterosamente arrivano con i loro avanzi di pittura: tutti diversi! E così, a grandi pannelli colorati, viene prima dipinta la scuola, poi ci prendono gusto e dipingono di colori diversi anche le baracche di lamiera in cui vivono. Nasce così il coloratissimo Caminito, qualche via davvero strabiliante.
Altrettanto strabiliante è come, però, uscendo dalle tre vie in croce bellissime, coloratissime, vive di gente "locale" con bambini sui dondoli, di turisti del tour della città in un giorno che scendono e hanno 15 minuti per spendere i loro pesos nelle bancarelle altrettanto coloratissime, il quartiere sia uno squallido e grigio quartiere popolare, molto più simile alle zone popolari di Milano, dove se un anziano deve stare in ospedale per più di una settimana, quando torna a casa la trova occupata da 15 extracomunitari!
Il tutto, colori e grigiori, sotto l'ombra di un enorme fungo multipiano: lo stadio!!

E per strada, cioè per le tre strade dei turisti, si balla Tango davanti all'ingresso di un campetto dove alcuni ragazzini giocano a calcio sull'asfalto, si balla tango in una piazzetta assolata davanti ai dondoli, si balla tango in ciascuno dei 1000 locali dove ti servono appunto birra e tango, tango e carne, patate fritte e tango!!
Ovunque si sente tango e a ogni angolo ci sono due ballerini, più o meno belli, giovani o bravi, che ballano tango. Ci saranno stati 30 gradi!
Ma i pullman erano in coda per scaricare camionate di turisti e allora... tango!!

Sto esagerando! E' stato solo bellissimo, molto piacevole, coloratissimo, chiassoso ma di un chiasso di musica... fosse sempre così!
La mia visione un po' cinica è data dal fatto che sarei curiosa di vedere quando cala il giorno, cosa rimane di tutta questa allegria e di questa vita, ma anche se avessimo avuto tempo credo che ci sarebbe stato sconsigliato e questo mi dispiace! Altro motivo del mio cinismo è la poca sensibilità degli autisti dei pullman. Capisco che se hai dato 15 minuti ai tuoi turisti per vedere un posto che merita di fermarsi una giornata, l'unico modo per far capire loro che dici sul serio è tenere acceso il motore ma... l'aria diventa irrespirabile!!

Dimenticavo una cosa! Gli italiani qui non ci sono più, praticamente sarà gente poco affidabile, ma tutti ci hanno detto che è gente che lavora e, appena hanno potuto, se ne sono andati da qui!! Altro che musica e colori! E nelle case grigie hanno lasciato il posto ad altri, nuovi, poveri: centro e sud americani. Passando per le vie della Boca, abbiamo visto quello di cui parlavo prima, non ci siamo avventurati a piedi da soli! Con le orecchie piene di musica, gli occhi pieni di colore e il naso pieno... di scarico dei pullman, abbiamo preso il nostro secondo radio taxi che ci ha portato verso San Telmo!!
San Telmo ha tutta un'altra aria. Oggi è domenica e in questo quartiere alla domenica c'è il mercato delle pulci, cioè dell'antiquariato, mischiato alle cose vecchie, alle cose inutili, alle cose nuove camuffate da vecchie e all'immancabile tango!
C'è chi dice che, a intendersene, qui si possono fare veri affari. Perchè in fin dei conti Buenos Aires ha vissuto gli anni della Belle Epoque ricca e chi poteva non si è fatto mancare nulla: case, mobili, abiti, gioielli, orologi, dischi e mangiadischi, volevo dire grammofoni... Tutte cose che ora sono in mostsra e in vendita (tranne le case!) nei negozietti della zona e nei banchetti della domenica.
Ovviamente ci siamo limitati a sguardi incuriositi alle merci, ai loro venditori e ai loro compratori. Spassosissimo.
Con più trasporto ci siamo concessi una pausa nella Plaza Coronel Dorrego, l'unico spiazzo non occupato dalle bancarelle. Qui infatti due ballerini hanno ballato per noi alcuni pezzi di tango e di milonga.

A questo punto eravamo stanchi e accaldati, veramente stanchi!! Ci siamo trascinati verso il Parco Mendoza, che si dice essere il luogo dove il conquistatore spagnolo posò la pietra per fondare la città. Non prendere alla lettera le mie ultime parole: temo di averle inventate o interpretate malamente da una lapide! Come dicevo all'inizio, il parco è luogo di ritrovo nelle giornate estive... ma va?? Anche qua!
Il ritorno verso l'albergo è stato un po' trascinato e poco interessante, se non nella sua parte finale percorrendo la Calle La Valle, commerciale e turistica come la Florida che abbiamo fatto all'andata. Tutto stancamente bene, fino al momento in cui mi sono accorta di aver trascinato me stessa e l'ignaro Bonz verso l'hotel Libertador, anzichè Conquistador!!! Mi sarei sparata... Per fortuna i due sono solo a una decina di minuti l'uno dall'altro! Non è colpa mia se due concetti opposti sono espressi con due nomi dal suono identico... UFFA!

All'albergo alle 20,25, puntualissimi, alle 20,30 su un pulmino insieme a una famiglia di Padova, tutti verso l'aeroporto Ezeiza per imbarcarci sullo stesso volo delle 23.40 con destinazione Roma. E il sole sala sulla città di Buenos Aires e sulla nostra vacanza!!
Noi pensavamo che stesse tutto per finire! All'arrivo all'aeroporto (ore 21 circa) una signorina bionda ci si avvicina dicendoci che è di Azeta Viaggi (il tour operator a cui abbiamo "devoluto" interamente i nostri regali di nozze!!), che il nostro volo è in ritardo di circa 3 ore, che avremmo perso la coincidenza per Milano e che doveva andare perchè stava spendendo troppo di parcheggio!! L'abbiamo guardata girare i tacchi e andarsene a bocca aperta senza quasi riuscire a dire "beo"!!
Esterrefatti, ascoltando le voci più fantasiose sul nostro destino circolanti tra i passeggeri dello stesso volo, abbiamo deciso di accettare, buoni e silenziosi, la notte a Roma a spese di Aerolineas Argentinas e di partire senza troppe proteste all'indomani per Milano.
Tanto, con il senno di poi, anche quelli che si sono arrabbiati, che hanno corso per l'aeroporto in cerca di una soluzione, che hanno fatto picchetto per farsi imbarcare i bagagli fino alla destinazione finale (Milano, Venezia, Genova o Torino), hanno perso la loro coincidenza e hanno dormito a Roma... senza bagagli!

Così, con molta calma dato che dovevamo aspettare 5 ore prima di partire da Buenos Aires, abbiamo deciso di sfruttare il voucher "cena" datoci da Aerolineas da consumare in aeroporto.
Con grande stupore, ci hanno detto che avremmo potuto mangiare un sandwich e una bevanda a scelta tra 7Up e Pepsi!! Dopo un attimo di allucinazione, il cameriere si è poi impietosito e ci ha fatto avere due abbondanti piatti di cannelloni, non prima che una tipa di passaggio, scambiandoci per altri, ha cominciato a dirci che avremmo dovuto usare il voucher al piano di sopra... Il delirio!!

Ieri Domani